Domande frequenti sull'allattamento al seno - Jyoko

   08/28/2018 13:25:56     Allattamento al seno
Domande frequenti sull'allattamento al seno - Jyoko

L'allattamento al seno è una delle esperienze più piacevoli, non solo per il contatto diretto tra madre e figlio, ma anche per il legame che si crea tra i due. È fondamentale per prevenire malattie infettive, respiratorie, gastrointestinali e dermatiti, poiché rafforza il sistema immunitario del bambino e gli fornisce i nutrienti di cui il suo organismo ha bisogno per crescere e alimentarsi correttamente.

Va ricordato che il latte materno andrebbe dato il più a lungo possibile, poiché copre un terzo del fabbisogno calorico e proteico giornaliero del piccolo ed è proprio attraverso di esso che il bambino riceve più difese.

Inoltre, porta benefici anche alla madre, perché favorisce un ottimo recupero dopo il parto: quando il bambino si attacca al seno, vengono prodotte ossitocina ed endorfine, ormoni che generano benessere e accelerano il ritorno dell'utero alle sue dimensioni normali, un processo chiamato involuzione uterina, che diventa così un efficace processo terapeutico.

Il latte materno soddisfa completamente fame e sete e fa sentire il bambino più sicuro grazie alla risposta positiva della madre quando chiede il seno. L'allattamento non serve solo a soddisfare i bisogni fisici, ma copre anche tutte le necessità emotive del bambino.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Associazione Spagnola di Pediatria raccomandano l'allattamento al seno esclusivo nei primi sei mesi di vita, per poi integrarlo gradualmente con alimenti adatti all'età e, da quel momento, proseguire l'allattamento fino ai due anni, ma solo se il bambino desidera continuare a poppare.

La produzione di latte della madre si adatta alle esigenze del bambino: se il bambino ne consuma molto, la madre produrrà molto latte; se ne prende poco, la madre ne produrrà poco.

Non è possibile stabilire con esattezza fino a quando allattare, perché si tratta soprattutto di una valutazione della madre: sarà lei a riconoscere il momento giusto in cui il bambino non ha più bisogno del latte materno o mostra di non essere più interessato a poppare.

Allo stesso modo, lo svezzamento dal seno deve avvenire in modo graduale: il seno va tolto poco a poco, senza negarlo né porre condizioni al bambino, perché farlo in modo forzato può ripercuotersi sul suo stato emotivo, spingendolo ad aggrapparsi in qualche modo alla madre per sentirsi sicuro e colmare il vuoto lasciato dalla poppata.

Durante questo cambiamento bisogna offrire al bambino altri modi per soddisfare i suoi bisogni emotivi. Essendo l'allattamento un legame così stretto, va riorientato in modo adeguato, al momento giusto e con gradualità: in questo modo si avrà la garanzia che le emozioni del bambino non ne risentano.

Se si desidera svezzare il bambino dal seno, è meglio consultare il pediatra, in modo da seguire i passaggi consigliati in base alla fase del bambino e ottenere i migliori risultati.

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